Il trullo (dal greco "cupola") è un tipo di costruzione conica in pietra a
secco tradizionale della Puglia centro-meridionale. I trulli venivano generalmente
edificati come ricoveri temporanei nelle campagne o abitazioni permanenti per
agricoltori. L'intero agglomerato di Alberobello nella Città metropolitana di
Bari è costituito da trulli. (Wikipedia)
Il nuraghe è un tipo di costruzione in pietra
di forma tronco conica presente con diversa densità su tutto il territorio
della Sardegna.
Ne rimangono
in piedi circa settemila sparsi su tutta l'isola, costruiti probabilmente nel
II millennio a.C., a partire dal 1800 a.C. fino al 1100 a.C. e forse utilizzati
come case, ovili, luoghi sacri, tombe o osservatori astronomici nel corso dei
secoli. (Wikipedia)
"Impariamo
l'italiano leggendo" è una nuova attività per aiutare chi ancora ha
difficoltà a leggere e, di conseguenza, a scrivere correttamente in
lingua italiana.
L'italiano è una lingua sostanzialmente
trasparente, poiché, tranne qualche eccezione, si legge come si scrive.
Anche nel caso di certe particolarità specifiche della lingua, esistono
regole precise per cui a determinati grafemi corrisponderanno sempre gli
stessi fonemi. Così, ad esempio, “gl” si legge sempre [ ʎ].
Ecco un racconto per migliorare il tuo livello di italiano.
Segui il testo, ascoltando più volte l'audio, poi allenati a leggere da solo il capitolo. Capitolo n. 1:testoe audio.
L'avventura continua...
Non perdere l'occasione di leggere... il capitolo n. 2:testoe audio.
Tratto da: Daniela Folco, Baci da Venezia, Cideb, livello B1, 2013.
A tu per tu con Simone Cristicchi, vincitore del Festival di Sanremo 2007 con il brano "Ti regalerò una rosa"
Che cosa l’ha spinta ad occuparsi della “malattia mentale”?
La musica mi ha portato a conoscere questa sorta di mondo parallelo, rappresentato dagli ex ospedali psichiatrici. E questo mi ha riportato alla musica; grazie ad un progetto multimediale più ampio che racchiude uno spettacolo teatrale, un album, un documentario e il libro “Centro di igiene mentale”.
La musica?
Stavo facendo un tour e sono arrivato in Calabria. Ho visitato un paese di nome Girifalco, dove c’è un complesso manicomiale: però i matti qui stanno fuori, c’è uno scambio con la cittadinanza per cui non percepisci, girando per le strade, chi è matto e chi no. Non c’è alcun confine. Da lì, sipuò dire, è cominciato il mio viaggio dentro ciò che rimane dei manicomi italiani da Genova a Roma; ho scoperto anche tante storie intrise di dolore e sofferenza. Come le lettere del primo Novecento, del manicomio di San Girolamo, che qualche anno fa mi sono venute alla mano.
E alle quali si è ispirato per la storia di Antonio...
Secondo il regolamento, i matti non potevano comunicare con l’esterno, così le lettere che i pazienti scrivevano ai loro cari venivano fermate. Da lì non uscivano. Loro però avevano l’illusione di comunicare con il mondo esterno. Si tratta di 35 lettere dimenticate che per la prima volta, dopo cento anni, sono arrivate a destinazione, grazie al libro pubblicato per Mondadori e, se vogliamo, in parte anche a Sanremo. Dalle interviste e dalle testimonianze che invece ho raccontato è nato un dvd, da cui è stato estratto anche il video della canzone che ho portato al festival.
Che cosa ha provato nel raccogliere le loro storie?
Mi sono trovato davanti a persone straordinarie, facce solitarie da spezzare il fiato, persone affabili che ti riempiono il cuore.
Nel maggio del 1978 il Parlamento italiano approvò
la legge 180, meglio nota come legge Basaglia, da Franco Basaglia, l'uomo che
restituì la parola, la dignità umana a chi fino ad allora, se aveva una virgola
psichica fuori posto, rischiava la reclusione in manicomio.
La Legge 180 impose la chiusura dei manicomi e
regolamentò il trattamento
sanitario obbligatorio, istituendo i servizi di igiene mentale
pubblici.
Ecco un estratto del film: “C’era una volta la città dei matti” che aiuta a farsi un’idea più concreta sulla figura di Franco Basaglia e sul
suo operato.